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Con Lecce30 una città sicura per tutti: oltre 1.300 firme per la petizione popolare

Sono oltre 1.300 le firme dei cittadini che hanno sottoscritto la petizione popolare per chiedere che Lecce diventi una città 30. La petizione corredata dalle firme è stata consegnata al Comune di Lecce nella serata di venerdì 19 luglio, nel corso di un incontro a Palazzo Carafa con la sindaca Adriana Poli Bortone.

La petizione rispetta le procedure previste dallo Statuto che disciplina gli strumenti della partecipazione e che fissa a 500 la soglia minima affinchè il Consiglio comunale prenda in esame la proposta elaborata e sottoscritta dai cittadini. La campagna per la raccolta di firme, partita nel marzo scorso, è promossa dal movimento di cittadinanza attiva LeccePedalaa cui ha aderito un cartello di ben 40 associazioni e realtà sociali della città, ed è nata nel solco dell’esperienza di 30logna, all’interno del network Italia30 cui aderiscono movimenti e associazioni di una decina di capoluoghi.

“Ci aspettiamo che il nuovo Consiglio comunale”, spiegano Adriana De Carlo e Andrea Alba, portavoce di LeccePedala, “prenda in esame senza pregiudizi questa articolata proposta. La nostra non è affatto una battaglia ideologica, ma semplicemente una campagna per elevare la sicurezza della città per gli utenti fragili, a iniziare da pedoni e ciclisti. Città 30 è Bologna ma lo è anche Olbia, città che ha adottato questa misura così radicale fin dal 2021 registrando notevoli benefici. Città 30 sono soprattutto tutte le città più evolute in tutta Europa al di là degli schieramenti politici”.

Da parte sua la sindacaAdriana Poli Bortone ha sottolineato la necessità di dar vita a un nuovo sistema di mobilità sostenibile “ad iniziare dal rafforzamento dei trasporti pubblici urbani per far fronte ad un traffico automobilistico urbano su cui grava l’ingresso di ben 108mila auto al giorno”. Quanto agli strumenti di partecipazione la sindaca ha prospettato la possibilità di ricorrere a un referendum per registrare la volontà dei cittadini e ha preannunciato l’apertura di un tavolo tecnico della mobilità.

Nella petizione, indirizzata al sindaco e al presidente del Consiglio comunale a norma del regolamento sulla partecipazione popolare, si chiede di “fissare al 1° gennaio 2026 l’attuazione di Lecce30, estendendo il limite di velocità di 30 km/h a tutte le strade locali urbane possibili secondo le norme e le direttive in essere, esclusi gli assi di scorrimento urbano, e adottando nel contempo e progressivamente una serie di misure collaterali”.

“Con la consegna delle firme la nostra attività è solo all’inizio”, spiegano Adriana DeCarlo e Andrea Alba, portavoce di LeccePedala, “Nell’augurarci che il Consiglio comunale recepisca le istanze della cittadinanza attiva, porteremo avanti questa proposta in tutte le sedi facendone il perno delle nostre attività nei prossimi mesi. La sicurezza di pedoni e ciclisti (e degli stessi automobilisti) deve venire prima di ogni altra considerazione”.

La petizione è motivata innanzitutto dalla necessità di elevare la sicurezza sulla rete di strade cittadine e di strappare Lecce dalla morsa del trafficorendendola effettivamente accessibile. È bene ricordare che, secondo i dati diffusi all’apertura della campagna, nel Comune di Lecce, dal 2014 al 2023 nell’intero territorio comunale si sono registrati 40 morti e 4.158 feriti in 4.198 incidenti stradali. La media di 4 morti e 416 feriti all’anno è sottostimata perché sono inclusi gli anni di lockdown. Tra il 2014 e il 2023 nel territorio comunale sono stati coinvolti negli incidenti 748 pedoni (8 morti e 696 feriti) e 454 ciclisti (3 morti e 411 feriti). Un prezzo che i promotori della petizione ritengono inaccettabile.

Dai recenti dati diffusi dal rapporto Inrix Global Trafficche prende i esami i comportamenti degli automobilisti secondi i dati gps, nel 2023 la situazione di congestione del traffico a Lecce è peggiorata rispetto all’anno precedente con ben 22 ore perse prigionieri fermi in auto (in aumento di ben il 7 per cento), mentre la reale velocità media delle auto nell’area urbana non supera i 21 km/h. Un motivo in più per evitare inutili e pericolose accelerazioni, di chi spesso infrange platealmente il codice della strada.

La campagna Lecce30 è stata sostenuta attraverso il sitowww.lecce30.it, che riporta dati e statistiche scientifiche a sostegno della città 30 con espliciti riferimenti anche alla realtà urbana di Lecce, e qui c’è una risposta a tutti i dubbi e le perplessità sollevate dal dibattito che si è aperto sui temi della mobilità sostenibile. “Vogliamo una città meno inquinata, più verde, più sicura e inclusiva. Una città accogliente da vivere che offra servizi a tutti, compresi anziani, bambini, fragili; una città che riqualifichi gli spazi pubblici e la mobilità sostenibile. Una città dove muoversi senza timore a piedi o in bicicletta”, ribadiscono Adriana De CarloeAndrea Alba, portavoce di LeccePedala, “il cammino verso Lecce città 30è una strada obbligata se vogliamo vivere in una città di respiro europeo. Le strade siano luogo di aggregazione, non più separazione e pericolo: vogliamo stimolare un radicale cambiamento culturale in merito alla stessa idea di mobilità”.

Hanno sottoscritto la petizione: Fiab Lecce Cicloamici, Legambiente Puglia, Arci, Adoc Lecce, Fai delegazione di Lecce, Soroptimist International Club Lecce, Sale della Terra, Link, Udu, Salento Bici Tour, Veloservice Lecce, CPK Lecce, Ciclofficina Onza Onza, Città Fertile, Salento E-Cycling, Lupi del Salento, Tortuga Mtb, Teatro Koreja, Associazione Opera Prima, Db d’essai, Camera a Sud/Crocevia, Mollare Mai, Fondazione Div.ergo onlus, Costruiamo Inclusione, PosSiamo aps, Life Walking, Fucina Salentina, Tagghiate Urban Factory, Oikos, Todo Modo, Rione Santa Rosa aps, Prossima, Metamor Architetti e Associati, LUA Laboratorio Urbano Aperto, Vulcanicamente, Anief Unisalento, Cobas Unisalento, Manifatture Knos, Km97.

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